L’anno bellissimo del Premier Conte e i danni che fa la droga.

 

E’ tutto iniziato con una splendida promessa del premier Conte: “Ci aspetta un anno bellissimo”.

Le previsioni che parlano di futuro all’inizio dell’anno, di solito rischiano di confondersi con quelle astrologiche, che impazzano sempre fra giornali e tv, ma, riferite all’andamento dell’economia italiana e pronunciate dal capo dell’esecutivo, queste trovavano solide basi nei numeri presentati all’Europa, con un PIL che avrebbe puntato ben oltre l’1%, e con le riforme annunciate sul reddito di cittadinanza e la quota 100 per le pensioni.

Felici di proiettarci in questo futuro roseo, non abbiamo esitato a sperarlo, ed avere fiducia, quell’aspetto che in un Paese alla ricerca di investimenti ed aumento dei consumi, è necessario per tornare a crescere a ritmo sostenuto.

La nostra fiducia si è riversata nell’immagine incantata di un Paese dove chi non lavora viene sostenuto con 780 euro al mese dallo Stato, (a fronte degli 830 euro di uno stipendio medio per un primo lavoro),  dove gli impiegati più stanchi andranno in pensione ancora in forma smagliante,  potendo finalmente coltivare i loro hobby, crescendo i nipoti al parco, ed aiutando i figli nelle spese.

La nostra fiducia incrollabile non si è voluta incrinare, per amor di patria, nemmeno davanti agli studi di settore dell’Istat e della Banca D’Italia, che hanno diminuito le prospettive di crescita fino ad un misero + 0,2%, con la conseguente prospettiva di un’Iva maggiorata e di un debito pubblico crescente: ci è stato detto da mesi che dobbiamo avere fiducia, e ne avremo.

La TAV viene bocciata dalla Commissione del Ministro Toninelli; si va incontro a delle pesanti sanzioni, l’Italia demolisce (da sola) il piano di collegamento ferroviario europeo – con sbocchi verso l’Oriente – ma dobbiamo avere fiducia, concentreremo i nostri sforzi sul collegamento Roma-Pescara, la nuova Route66 del sogno italiano.

Abbiamo scatenato l’ira dei francesi, proprietari, fra l’altro, di una quantità infinita di quelle che furono le aziende italiane, ma abbiamo fiducia che Alitalia e le altre partnership in corso abbiano un lieto fine, perché, ripetiamo, dobbiamo avere fiducia e i nostri alleati europei devono fare lo stesso.

 

 

Poi, un giorno, abbiamo aperto il vocabolario alla parola “Fiducia”:

  1. sostantivo femminile: “attribuzione di potenzialità conformi ai propri desideri, sostanzialmente motivata da una vera o presunta affinità elettiva o da uno sperimentato margine di garanzia.
  2. Credito (sinonimo)

 

Ammettiamo che ci è iniziato a venire qualche dubbio sulla conformità dei nostri desideri, soprattutto riguardo la possibilità di “un anno bellissimo”, caratterizzato dal PIL in caduta, dalla recessione tecnica, dal No alle grandi opere, dalla guerra diplomatica con l’Europa, dalla partnership con i paesi dell’Est più autoritari, dallo spread a 290, dal debito pubblico in aumento, dalla confusione sulle linee programmatiche e dalla solita, vecchia  e infinita guerra di poltrone.

Ma noi abbiamo fiducia, ci è stato detto che sarà un anno bellissimo e vogliamo continuare a crederlo tale.

Sogni d’oro.

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