Matteo Renzi e le ultime fiches.





Matteo Renzi probabilmente si è pentito.  Dalla scelta di dare vita al Governo giallorosso, fino a quella di sganciarsi dal PD per creare Italia Viva, l’azzardo non è stato ripagato e si sta trasformando in debacle.

E’ certo che seppur così fosse, il Senatore non lo ammetterebbe mai, almeno non pubblicamente, né con i tempi giusti.

Esuberanza, attivismo, caparbietà, furbizia, ego: ciò che ti innalza sopra gli altri può portarti a fondo con la stessa rapidità.

Per Renzi iniziano ad essere tante le fiches puntate su se stesso e troppi i giri a vuoto nella roulette della politica.



L’ultimo azzardo in ordine di tempo è quello che lo vedrebbe spalleggiare l’altro Matteo – lo stesso a cui non voleva somigliare – per scalzare un nemico politico scomodissimo: il placido Giuseppe Conte, uomo capace di barcamenarsi in tutte le situazioni.

La mimetizzazione, la pacatezza, qualitá importante agli occhi degli italiani che, nella traduzione dei sentimenti con i numeri nei sondaggi, vale al Premier il primato fra le personalità più apprezzate nel Paese.

Italiani sempre pronti a schierarsi con il più forte, l’estroverso, l’esuberante, salvo nutrire, nel lungo periodo, una segreta e maggiore fiducia per i toni pacati, i modi garbati, anche al prezzo dell’immobilismo, tratto caratteristico dei nostri Governi.

Citando Morgan, “le brutte intenzioni” – o meglio le intenzioni bellicose – stanno affondando Matteo Renzi.




Forse neanche lui ha mai pensato di finire in un limbo siffatto.  Dal gorgo di un attacco continuo, Italia Viva e il suo leader si stanno trascinando nella più pericolosa indifferenza dell’elettorato, sabbia mobile letale per ogni politico.

E allora Renzi sgomita, posta, compare in tv, rilascia dichiarazioni sperando che qualcuno lo ascolti, lo noti, si ricordi di lui.

In questo senso, sembra stucchevole e controproducente il continuo rimando al “suo governo” ai “suoi risultati”, come se si campasse per tutta la vita grazie a presunti meriti raggiunti.

La fiducia è un sentimento strano: proiettata al futuro, si appoggia sul passato ma campa sempre nel presente. 
Matteo Renzi è un grande politico che ha commesso enormi errori. Se questo ultimo gli sarà fatale, solo il “tempo galantuomo” saprà rivelarlo. 

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