Pensavo fosse l’autunno caldo e invece era un cinghiale

  • La commozione lacrimosa al Museo della Shoah.

 

  • La difesa pubblica della figlia, portata ai meeting nel tentativo di somigliare alle progressiste del nord europa

 

  • Il rinnegamento degli estremismi che furono ideale, giá registrato nella video intervista virale di una giovane Giorgia dura e pura

 

Però non ha deluso, alla fine ce l’ha fatta.

Il Presidente Giorgia Meloni e il suo Governo, con la Legge di Bilancio riescono infine a mostrare la loro vera natura.

Una natura politica grottesca, sguaiata, anche vigliacca se si guarda al cerino del RdC finito in mano al sacrificabile partitino “Noi Moderati”, ma soprattutto un Governo molto meno “sociale” di quanto la fiamma vorrebbe significare. Una politica che regala le spiaggie ai privati, la contrattazione salariale agli imprenditori, la sanità a gruppi di manager pronti a spolparla del tutto.

Spaventata per mesi dalla crisi alimentare, energetica e dei rincari dovuti alla guerra, l’opinione pubblica  si ritrova oggi parlare di POS  e caccia ai cinghiali.

Ed è in questa precisa, ennesima distrazione di massa che si palesa l’aspetto più preoccupante dell’attuale quadro socio politico: l’azione senza freni di un Governo che abbatte sanità e welfare al quale risponde il pensiero catatonico dei cittadini, delle opposizioni politiche, dei sindacati, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, personaggio ormai più pop che istituzionale.

 

Il No al MES con la sanità sempre più nelle mani poco caritatevoli dei privati, il disfacimento del welfare garantito dal RdC, le bocche cucite sui 26 miliardi di evasione fiscale e le battaglie sul contante libero sono martellate alla stato sociale che non trovano reazione, corpi caldi, voci vibranti.

La marcia del Governo Meloni non è più su Roma ma sulle macerie di una società assente o facilmente distraibile.


Chi profetizzava l’autunno caldo contro il Governo più a destra di sempre è rimasto deluso: oggi si devono fare i conti con la società dei selfie e quella dell’individualismo sfrenato che piange i morti sui social ma lascia per settimane gli immigrati sulle navi a due passi dalla costa.Per rendersi conto del clima distopico nel quale siamo immersi, è sufficiente sfogliare i titoli dei giornali degli ultimi mesi: dalla terza guerra mondiale al problema del laureato che per il sottosegretario Durigon dovrebbe accettare un lavoro da cameriere a 100 km da casa – la famosa “offerta non congrua” confezionata da Noi Moderati – pur di non perdere il diritto al minimo sostegno concesso dal RdC.

Un Paese dove si analizza in laboratorio la bontà delle carni del cinghiale ammazzato per strada e si tolgono, come denunciato dal PD, 100 mln di euro al piano oncologico nazionale, non è un luogo sano dove fare tanti orpelli intellettuali.

Per il nuovo anno la consapevolezza del nostro decadimento democratico, non solo istituzionale ma anche de facto, nel picconamento scientifico a danno dei pilastri del vivere comune, deve essere il primo obiettivo di ogni opposizione politica e culturale all’egemonia attuale.

Il sonno della ragione genera mostri, questa è storia antica.
Ma i mostri di ieri erano le dittature del potere, oggi sono quelli non meno pericolosi del mercato senza regole verso cui il Governo sta definitivamente lanciando il Paese con i suoi milioni di deboli: dai disoccupati ai precari, fino agli oltre 6 milioni di individui in stato di povertà assoluta registrata dall’Istat.
Mentre l’Italia viene smontata pezzo a pezzo per essere consegnata nelle mani del privato o di chi straguadagna con l’evasione, nemmeno il segnale di una flebile voce contraria.
Semicitando Totò viene da chiederselo: siamo uomini o cinghiali?

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