Se all’Italia servono più Mario Draghi e meno Sputafuoco.




 

Il mondo dell’impresa e del lavoro si sono trasformati nel giro di pochi lustri ad una velocità che ha lasciato disorientati anche i più noti economisti, facendo dimenticare come le regole del capitalismo  – e della politica che lo dovrebbe regolare –  siano sempre le stesse.

In un processo mondiale che per molti tende all’autodistruzione sociale, accelerata dalle storture di una globalizzazione a tratti incomprensibile, la confusione italiana, con conseguenti danni sociali, ha condotto a recenti e ripetuti esercizi di fantasia riformista.

 

Con un risparmio pubblico insufficiente, la sempre più esigua possibilità di manovra espansiva in mano ai Governi si è frammentata in mille rivoli, disperdendosi in una vera pioggia di incentivi caduti su un terreno  vasto ed arido come quello dell’economia italiana, dando luogo solo  modesti  risultati.

 




 

Dal “reddito di cittadinanza” alla “quota 100” la realtà ha fatto da muro a sogni di equità ideati in maniera semplicistica e potenziati ben oltre il necessario.

 

Ciò che serve alla politica italiana, più che “gli attributi” di cui rappresentanti – uomini e donne- si fanno spesso vanto senza credito, è una testa capace di leggere il futuro con raziocinio e lungimiranza.

 

In questo senso si pensi a Mario Draghi, elogiato solo alla fine del mandato dai falchi tedeschi, combattuti per anni nella diatriba tra Quantitative Easing e austerità.

 

Il “bazooka” è stata l’arma con la quale ha lottato e vinto stagnazione e deflazione, rivelandosi arma vincente poiché ben organizzata e mirata verso un obiettivo raggiungibile nel medio termine.

 

Davanti al declino etico e morale dei nostri rappresentati, alle favole raccontate da leader politici fuori controllo, cui fanno eco una informazione di comodo e l’incontrollabile web, la necessità di un uomo democraticamente forte, anche nei risultati raggiunti, sembra ormai inevitabile.

 

“I Fatti Capitali” si augurano il ritorno di Mario Draghi in un ruolo di primo piano, sostenuto da forze politiche responsabili e capaci di lavorare “per l’Italia” , non solo contro qualcuno o più banalmente, per i propri interessi.

 

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