Che hai fatto oggi a scuola? “Niente”. “Raggi fermi”.

Nel valutare il lavoro della Raggi al Campidoglio, bisogna scindere, come per i sindaci che l’hanno preceduta, fra ciò che ha ereditato e ciò che lascerà ai suoi successori.

 

Nell’ambito di un passato magnificato dai suoi oppositori, ma smentito dalla realtà di una città in pieno processo di decadenza dall’inizio degli anni 2000 , la Sindaca è solo parzialmente colpevole per la fuga delle aziende  da noi analizzata nell’articolo al link ( https://www.ifatticapitali.it/?s=in+fuga+da+roma ).

Ereditata una città piena di scandali e convetticole, la giunta Raggi si è fin quì limitata all’ordinaria amministrazione, commettendo errori anche in quella gestione che è ben più complessa di quanto, forse, non pensavano i grillini esaltati per la vittoria  giugno 2016.

 

Su i motivi che conducono Roma verso una pericolosa periferia economica e occupazionale,  la Raggi sarebbe dovuta intervenire pesantemente, come promesso in campagna elettorale, con un chiaro messaggio di discontinuità rispetto al passato. Ciò che invece hanno registrato i romani è una mobilità sempre al palo, strade piene di buche, interventi che avvengono nell’arco di mesi, ed una situazione abitativa che resta in balia dell’imprenditore di turno.

 


 

A livello prettamente politico, i cambi e i rimpasti nella giunta non si contano. Essi sono il chiaro sintomo della frustrazione di chi si dimette perché impossibilitato a compiere ciò per cui era stato chiamato a lavorare, o per una leadership incapace di portare avanti un’insieme di anime, una squadra unita.

Sul caso dei rifiuti, al cittadino romano poco interesseranno le diatribe con Zingaretti e le nomine fatte quì e lì per risolvere un problema verso il quale servono decisioni drastiche, che la Raggi non ha saputo prendere.

 

I rifiuti sono diventati il simbolo di Roma . Le mosche attorno ai cassonetti danno, in alcuni specifici punti della città, da cui il centro non è esentato, l’idea di Nairobi più che di una capitale europea.

 


 

Attorno al nuovo stadio della Roma ed ai suoi incagli, la storia è nota; le funivie fantascientifiche sono un ricordo lontano, così come la rivoluzione biciclistica, con una pista ciclabile lungo il tevere che grida vendetta, soprattutto nel versante nord, quello che si proietta fuori dalla città.

Le promesse mancate dalla Raggi continuano ad essere numerose. Quelle per le quali non si è nemmeno mosso un dito, non si contano neanche: “per fare bene, non basta non fare male.”

 

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foto https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Virginia_Raggi_3.jpg

Livioandronico2013 [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)]

 

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