Un Senatore (poco) semplice.

Né è passata (poca) di acqua sotto ai ponti da quando  Renzi gridava “senza di me”, mai con il Movimento 5 Stelle.

 

Il “tempo galantuomo” oggi lo vede disposto a tutto pur di riuscire a formare un Governo con i grillini , diventati improvvisamente ago della bilancia nelle sorti di un Paese che viene raccontato sempre più sull’orlo del baratro, tanto per riscaldare gli animi ed aggiungere un pizzico di emotività.

 




 

Ricordiamo il Renzi di un anno fa: un “Senatore semplice”, ex Presidente del Consiglio abbastanza silenzioso, con un macigno da far dimenticare: la promesso di abbandonare la politica, salvo ripensamenti, dovuti a volontà altrui, sia chiaro.

 

Oggi il Senatore conta su un esercito di fedelissimi attraverso il quale ha cercato di imporre, riuscendoci, l’inizio di una trattativa impossibile.

Il PD, che era ufficialmente a favore delle elezioni, Segretario compreso, ha seguito la linea Renzi e il tentativo di avvicinare i grillini in fretta e furia : una mossa che  sta conducendo il partito ad uno sberleffo generale, come da attese.

Nel giro di poche settimane Renzi ha dato la sua apertura al “taglia poltrone”, cavallo di battaglia tanto ideologico quanto pericoloso di Luigi Di Maio, ed ora apre anche all’ipotesi di un Contebis, lo stesso che aveva picconato (a ragione) il 20 agosto in Senato.

 

 




 

Il perchè di tutte queste aperture verso il Movimento 5Stelle viene giustificato da una situazione economica difficilissima, una congiuntura tremenda in arrivo, e l’imminente  paumento dell’IVA.
Più semplicemente, secondo altri, Renzi cerca di prendere tempo per affossare il PD e fare un suo Partito, in vista di elezioni che, governo giallorosso o meno, sono facilmente prevedibili nel giro del prossimo anno e mezzo.

 

Se è vero che la situazione economica è complessa, fare un programma in meno di 48 ore con un Movimento lontano anni luce dalle idee del PD sembra impossibile.

 

Sfuggire agli effetti della guerra fra Usa e Cina, alla futura Brexit, e alle difficoltà della Germania, è impensabile con un Governo giallorosso che sarebbe tanto macchinoso nelle decisioni, quanto litigioso su ogni argomento. Oppure i 5Stelle sono improvvisamente divenuti tutti statisti affidabili?

 

Quella dell’IVA poi, tematica sbandierata ad ogni intervista, è una mezza verità. Autorevoli  testate come il Sole 24 Ore, oltre che Tria, hanno già dimostrato che l’aumento è rinviabile per alcuni mesi, con dei tecnicismi nemmeno troppo complicati: problema affrontabile anche con un nuovo Governo dunque, subito dopo l’esito del voto.

 

Il risultato di tutte quest mosse e giravolte renziane è prossimo, la soluzione vicina.

 

Il Senatore toscano ha giocato tutte le sue carte, dimostrando ancora una volta di essere un politico di razza, forse uno dei pochi nel panorama attuale.

 

L’incoerenza di certi atteggiamenti, appare però evidente agli occhi di un elettorato sempre diviso in due rispetto all’ex premier: o con lui, o contro di lui. E la cristallizzazione dei consensi non aiuta certo la nascita di un Partito…

 

 

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