Stanno per mettere Salvini dietro ad una potente mitragliatrice.

E così il Governo Istituzionale sembra alle porte.
La linea Renzi è passata sopra la flebile voce del Segretario, Nicola Zingaretti, re con corona ma senza corte, il quale ha dovuto piegarsi al tentativo di accordo con i 5Stelle, rimandando i suoi propositi, espressi pubblicamente, relativi al voto anticipato.


 

Con l’aumento dell’IVA da scongiurare (impossibile secondo molti analisti), ed una contraddizione da far dimenticare con qualche risultato positivo, da raggiungere in pochi mesi, in compagnia degli odiati ex nemici, per Salvini tornare all’opposizione può paradossalmente essere una manna dal cielo.

 

Il leader leghista si starà mordendo le mani per l’errore commesso in pieno agosto, cercando una crisi che gli si è rivoltata contro, ma il vocabolario per affrontare il prossimo futuro è già pronto, così come “la bestia”, la micidiale arma della comunicazione su cui può contare.

Abituiamoci dunque a sentir parlare di “Patto delle Poltrone” e a vedere aumentare video e notizie su qualche immigrato dedito alla delinquenza, tanto per accrescere un clima di terrore al quale ci siamo assuefatti, tanto da non riconoscere più la complessa realtà e l’umana pietas.

 

 


 

Proprio in queste ore, Salvini ha già chiamato a raccolta “la piazza”, per scongiurare prima e promettere battaglia poi, ad un Governo “precarissimo” come quello che si cercherà di formare fra PD e M5S.

 

Una volta all’opposizione, Salvini avrà gioco facile sul picconamento delle dure riforme di là da venire, che dovranno porre rimedio alla crescita zero, e ad una situazione economica europea mica tanto florida (v. trimestre economico della Germania).

Secondo alcuni, l’opposizione logorerà la Lega, incalzata dal Russiagate e dai risultati che Renzi e la sua pattuglia riusciranno a portare a casa con i grillini, divenuti improvvisamente dei statisti inappuntabili per i media mainstream.

 

 


 

Fare previsioni adesso è inutile. Staremo a vedere cosa succederà e se quel 35-38% di voti della Lega, verranno davvero drenati da Renzi, dal PD, o da tutte quelle micro entità che tenderanno a formarsi a sinistra nei prossimi mesi.

Storicamente, stare all’opposizione aumenta per un Partito il proprio bacino elettorale. Se non si vorrà affrontare Salvini nel campo aperto delle elezioni, “per il bene del Paese”, accerchiarlo nel suo fortino può essere altrettanto letale.

 

La sinistra che spera nelle manetta ha sempre perso in Italia, vedere la storia di Berlusconi per credere, eppure certi vizi sembrano difficili da abbandonare.

 

 

Alea iacta est.

 

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