Saluti, baci, abbracci: il calcio fuori di testa.




Si gioca. Anzi no, si, forse: va bene, questa disputiamola.

I calciatori di serie A diventano bombe a orologeria per il pubblico ludibrio, nella necessità atavica di palla di un popolo improvvisamente incapace di stare con il culo sul divano. Poco interessa il contro senso, l’assurdità di creare falle in un sistema di protezione già precario. E cosi sia.

Centinaia di persone gireranno dentro e fuori dalle zone rosse per inseguire la palla.

Milan Genoa è stato uno spettacolo post atomico e grottesco. Stesso film sarà riproposto in serata, con Juve-Inter.

Nel silenzio dello stadio,si svolgono partite fra distanze non applicabili e il forte presentimento di un campionato al termine, nonostante l’impegno a disputare questa giornata.

Il calcio è spettacolo, teatralità del gesto: senza il pubblico perde tutto il suo valore, diventa una partita del dopolavoro giocata contro le regole imposte ai comuni mortali. Pura follia, nulla di consolatorio, come sperato da tanti appassionati.



Intanto il Ministro Spadafora  arriva da Marte. Forse inconsapevole di un decreto del suo stesso Governo -che in maniera anomala consente lo svolgimento delle partite “porte chiuse” – cerca di fermare tutto in extremis, un minuto prima di Parma Spal delle 12.30.

Tentativo fallito. Si gioca. RIsultato: aumento della confusione e del senso di inadeguatezza dei vertici di un mondo sportivo finito davvero nel pallone, insieme a un Paese intero.




Martedì si terrà una riunione straordinaria della Lega Calcio.

Più che probabile lo stop definitivo della Seria A: così non ha davvero più senso.




foto https://pixabay.com/it/photos/stadio-posti-a-sedere-orange-evento-4181150/

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