Il conto del Governo e i conti di Salvini.

Quota 100, Reddito di Cittadinanza, Decreto Sicurezza, Zero Crescita, il Governo gialloverde è prossimo a concludersi con una serie di flop che hanno fatto perdere all’Italia “un anno bellissimo”.

 

Prima del voto sul RussiaGate, in settembre, e di un aumento dell’IVA inevitabile, Salvini ha deciso di staccare la spina al Governo, sperando di massimizzare il consenso crescente verso la sua figura, piú che per il suo operato.

 

L’esperienza con i 5 Stelle, di fatto disastrosa nei numeri, ha dato modo al leader leghista di fare “tanto rumore per nulla”, facendo innamorare, secondo i sondaggi, quasi il 40% degli italiani, da sempre affascinati piú dalla retorica che non dai fatti, come da popolo romantico è facile attendersi.

 


 

Da parte loro, i 5Stelle si sono suicidati, piegando le idee alla poltrona, con il risultato di perdere milioni di voti e trovarsi “a rischio sopravvivenza”.

Un popolo romantico si lascia facilmente affascinare dalle rivoluzioni, ma la coerenza è cosa poco affine agli italiani, come storia insegna.

 


 

Si vola dunque verso le elezioni, con un periodo di probabile transizione in cui gli italiani saranno bastonati dalle tasse per ripianare un bilancio pieno di strappi e buchi causati dalle scellerate scelte di questo strambo Governo, nato da un patto e morto su di esso.

Salvini pensa di capitalizzare al meglio il suo lavoro, ma dovrá fare i conti con quanto riportato sopra: un popolo romantico, volubile per natura, che oggi può idolatrarlo ma domani, ai primi tagli e all’aumento delle tasse dovuto alle scelte anche da lui compiute, può abbandonarlo in un attimo.

 

Staremo a vedere…


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