Se CR7 è un problema. (E questa non è una bestemmia)

Va bene era un ottavo di Coppa Italia. Ok, CR7 è uno dei giocatori più forti della storia; impossibile pensare di sostiturlo, imprescindibili i suoi gol, la sua classe, il terrore negli occhi degli avversari, e il marketing: però….

Però succede che la Juve senza Ronaldo, anche nella partita contro l’Udinese, si dimostri una macchina da pressing perfetta, con ritmo ed automatismi che difficilmente presentano le sbavature tattiche – e conseguenti sofferenze – già viste contro avversari simili, ma con CR7 in campo.

D’altronde, il gioco di Sarri prevede meccanismi perfetti.

Ogni giocatore recita la parte di un ingranaggio più o meno impreziosito dalle proprie caratteristiche. CR7 ha fin quì dimostrato di essere ancora un fenomeno di tenacia, tecnica, eleganza, potenza atletica, ma certo non ha più la mente pronta a sintonizzarsi sulle scalate, il pressing costante, l’aggressione all’avversario, come il ventiseienne ed affamato Paulo Dybala.

L’allenatore toscano è stato abituato a trattare macchine, ricostruendole e spingendole oltre ogni loro possibilità. Ora è in gioielleria e  Ronaldo è come il diamante più prezioso: troppo bello per farne un uso che non sia soltanto visivo, estetico, intoccabile dietro una teca.

In campionato la Juventus vince, è in testa, ma soffre e rischia quasi settimanalmente.

Nonostante un dominio territoriale evidente ed un possesso palla al limite dello stucchevole, persa palla la Juve va in difficoltà: saltato il fenomeno in campo, gli altri 9 ingranaggi di Sarri faticano nel recuperare, e spesso sbagliano, concedendo opportunità o barricandosi alla meglio dentro l’area di rigore, come visto contro la Roma.

Ronaldo è un problema per la Juve? No, ma per la fase difensiva della squadra di Sarri, probabilmente sì.

 

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