#SENZAMUSICA. La mobilitazione dei lavoratori per il post-crisi.




dì Flora Miceli (Twitter @IlGattoNero)

 

Non è un caso che il 21 giugno sia stato il giorno scelto dalle maestranze del settore musicale italiano per organizzare la Festa #senzamusica. Una manifestazione che vuole portare i riflettori sulle difficoltà in cui si trovano attualmente i lavoratori del settore musicale a causa delle restrizioni imposte dal Coronavirus proprio il giorno in cui vari Paesi celebrano la Festa della Musica.

 

La cancellazione o posticipazione di tutti gli spettacoli ed eventi dal vivo già dal mese di febbraio e la conseguente chiusura delle attività connesse come live club o sale concerti ha bloccato l’intero comparto musicale e non si hanno ancora previsioni circa la ripresa di queste attività.

Gli operatori del settore si sono quindi riuniti un coordinamento nazionale dal nome “La musica che gira” col l’intento di portare all’attenzione del Governo le problematiche specifiche del comparto musica e spettacolo e proporre le loro idee per il rilancio delle attività musicali e di intrattenimento.

All’iniziativa hanno aderito numerosi artisti, affiancati da musicisti, tecnici, produttori, etichette discografiche, agenzie di booking, uffici stampa, manager, promoter e proprietari di locali, a testimonianza dell’ampiezza della filiera del mercato della musica.

 



 

Si tratta, infatti, di un settore che comprende numerose maestranze e professionalità che al contempo sono liberi professionisti, piccoli imprenditori o lavoratori saltuari.

Non è difficile immaginare come lo stop alle attività musicali metta a repentaglio la sopravvivenza di questi lavoratori.

È proprio di pochi giorni fa la notizia della chiusura definitiva del Circolo Ohibò di Milano, sul cui palco si sono esibiti moltissimi artisti emergenti del panorama italiano, a causa dell’impossibilità di far fronte alle spese di gestione dal momento che tutti gli spettacoli in calendario sono stati cancellati.

A tal proposito, l’incertezza sul futuro degli eventi dal vivo è una delle tante cose che ha spinto il coordinamento de “La musica che gira” a scrivere un documento programmatico rivolto agli organi statali deputati alla formulazione delle linee guida per la ripresa delle attività economiche.

 

Le istanze proposte al Governo riguardano la tutela dei lavoratori  e il sostegno economico alle attività imprenditoriali, insieme ad una riforma del settore in materia fiscale. Lasciare indietro tale comparto comporterebbe, infatti, un grave danno non solo per le attività direttamente coinvolte ma anche per l’intera economia del Paese. Senza considerare la perdita a livello artistico e culturale.

 

La Festa #senzamusica si pone lo scopo di rendere visibili le innumerevoli figure professionali del settore musicale e riconoscerne il valore sociale, culturale ed economico. A Milano si è svolto un flashmob che ha visto i partecipanti stare immobili in silenzio di fronte al Duomo mentre su Spotify è stato pubblicato un brano per l’occasione. Si tratta solo di un fruscio, un rumore di sottofondo, senza musica appunto.

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foto https://pixabay.com/it/photos/microfono-musica-suono-mic-2130806/

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