Totti e Tarquinio il Superbo: la triste fine dei Re di Roma.

Siamo nel 509 a.c., e Tarquinio il Superbo è ufficialmente passato alla storia come il settimo ed ultimo Re di Roma. Acclamato per la politica espansiva che portò una giovane Roma a conquistare il Tirreno (ma non ancora l’Adriatico), e temuto per la sua autoritaria gestione degli affari interni, il vecchio Re, una volta spodestato, riparò dal Re Porsenna, in Chiusi (Toscana), finendo i suoi giorni lontano da Roma, avviatasi a diventare Repubblica.

Francesco Totti è ufficialmente passato alla storia come l’ottavo Re di Roma. Senza ripetere le sanguinose battaglie del Superbo, ha fatto conquistare alla A.S. Roma uno scudetto e qualche altro trofeo nazionale, ma soprattutto ha regalato un volto associabile e riconoscibile, in tutto il mondo, ai colori giallorossi. Spodestato dall’età più che da Spalletti, ha riparato cercando una carriera da dirigente sportivo che gli è stata fino ad ora negata, in una Roma avviatasi ad essere guidata più da una “mentalità aziendali” che non dal cuore trasteverino.



Uscendo da paragoni divertenti e forzati con la storiografia, la vicenda di Francesco Totti sta scuotendo una città già immalinconita dall’addio di De Rossi (sul cui caso, riportato da Repubblica e da noi riassunto in altro articolo, trova conferme e smentite che rimbalzano da una radio all’altra).

Il ruolo di direttore tecnico proposto dalla dirigenza americana ha il sapore di un contentino che non va giù al capitano, il quale pretende una qualifica con reale operatività, quella che gli è mancata anche nelle ultime occasioni, con la scelta di Fonseca in panchina e di Petrachi come direttore sportivo, per le quali non sembra essere stato interpellato.



Se le parole di De Rossi erano già state una ferita inferta con il sorriso: “Non mi interessa fare il dirigente, preferirei allenare” – alludendo successivamente alla posizione di Francesco Totti non così importante all’interno dei quadri decisionali della società – l’ennesima beffa americana ai suoi danni, con una posizione di sola facciata nell’organigramma tutto nuovo della società, sembra poter essere la goccia buona a far traboccare il vaso e allontanare per sempre Totti dalla Roma.

Tramite i social, l’orgoglio del capitano si è fatto sentire: “In questo momento vengono dette e scritte tante parole, cercando di ipotizzare i miei pensieri e le mie scelte. A breve il mio punto di vista nella giusta sede…”

Per aspettare la fine di questa vicenda non servirà dunque molto tempo.

 

Nell’attesa delle parole di Totti, possiamo dire che, vista dal di fuori, la situazione sta prendendo una piega piuttosto penosa per tutti (dall’ex bandiera, ai tifosi, passando per gli amanti del calcio e gli estimatori dell’uomo) e questo non può che far dispiacere gli ultimi romantici.

Per contatti e contributi : postmaster@ifatticapitali.it

 

foto: https://www.nanopress.it/sport/2017/05/30/totti-addio-la-poesia-dell-attore-favino-io-c-avevo-un-re/174145/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *