Tutte le criticità del Governo a 4 zampe.

La nascita del Partito di Matteo Renzi, “Italia Viva”, aumenta le difficoltà nella ricerca di  equilibrio fra le già note e  distanti  posizioni di M5S-PD e LEU verso temi delicati come le concessioni autostradali, le banche, e la legge elettorale.

Se un Governo fosse un tavolo,  4 zampe  sarebbero perfette. E allora peccato non si parli di arredamento, ma della necessaria unità d’intenti per portare avanti le politiche di un Paese che si appresta ad entrare nella burrasca economica scatenata dalla guerra dei dazi e dalla conseguente recessione tedesca.

 

Se a Salvini è servito forzare sulla TAV per arrivare ad una crisi, ogni leader di questo esecutivo può pescare nel mazzo delle opposte visioni per trovare il tema di scontro utile a far “saltare il banco”.

 


 

Si parte dalle concessioni autostradali: Di Maio ha promesso lo scalpo dei Benetton, e i grillini, dopo la tragedia del Ponte Morandi, né hanno fatto un tema imprescindibile, mischiando come al solito la politica con l’etica e la finanza, in un guazzabuglio di intenzioni che non trova sponda con nessun altro alleato, né di ieri né di oggi.

 

Il sottosegretario agli Esteri, Manlio di Stefano, per stemperare la tensione (battuta) lo ribadisce: “le concessioni vanno tolte e lo faremo”.  Poco conta che lo Stato rischia di dover pagare miliardi su miliardi di euro: e allora in bocca a lupo a chi dovrà mediare.

Sulla proposta grillina di dividere le banche commerciali dalle banche di investimento, la distanza è siderale, ed in quanto a Renzi, il suo interesse attuale sembra  più quello di occupare poltrone, come la presidenza della commissione di inchiesta sulle banche, che no di entrare nella bagarre.

I ricambi dei CdA nelle partecipate e la legge elettorale, sono altri temi che vedono le forze di governo presentare posizioni distanti e necessarie, complesse mediazioni.

Evitare i temi su citati è possibile solo prendendo tempo, con il proprio elettorato e con l’azione di Governo, ma ciò non può avvenire fino al 2023.

 

La domanda quindi è: il futuro del Governo è già appeso ad un filo? Per noi lo è sempre stato; si tratta solo di aspettare l’ormai noto “tempo galantuomo” di renziana memoria per capire  chi e quando vorrà tagliarlo.

 

 

SEGUI SU TWITTER @IFATTICAPITALI

 


 

foto https://pixabay.com/it/photos/scimmia-applicazione-formazione-2710665/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *