Mai mentire al medico: un permesso malattia pagato a caro prezzo.




Con la sentenza 44578/2019 della Corte di cassazione, depositata il 31 ottobre u.s., si definisce “la finta malattia come falsità ideologica”.

Nel caso specifico, un lavoratore dipendente, ottenuto un permesso di malattia per una presunta infiammazione del ginocchio, è stato sorpreso a ballare in un locale nel  quarto dei cinque giorni accordati dal medico .




 

Per la Corte di cassazione “…è pacifico che il reato di cui all’art. 481 del codice penale può essere realizzato attraverso l’induzione in errore del soggetto chiamato ad emettere la certificazione medica, mediante falsa rappresentazione di una malattia, o di sintomi di essa, che di fatto risultano inesistenti.”

La sentenza continua: “il fatto che il sanitario, chiamato ad emettere la certificazione, non abbia proceduto ad effettuare un materiale accertamento diagnostico, limitandosi a prendere atto della sintomatologia riferita dal paziente, non consente di escludere l’inganno e quindi la falsità ideologica del documento.”

Secondo i giudici, da tale comportamento deriva anche il reato di truffa “configurabile nel caso di assenza retribuita dal luogo di lavoro, documentato da una falsa certificazione sanitaria utilizzata per giustificare l’assenza”.

…..E ora dite trentatrè…….

 

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Fonte “Il Sole 24 Ore”

Foto : https://pixabay.com/it/photos/medico-i-tomografo-sono-uno-studente-1228627/

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