Una giornata insieme a te, coronavirus.



State entrando dentro la routine del topo. Io lo so. 

Avete già fatto di tutto: inchiodato quadri, colorato pareti, messo in ordine l’armadio, cercato nel cassetto più nascosto della cantina. Cosa? Niente, così, per curiosità. E per magia è uscito fuori er vaso de nonna.

Ogni mattina vi alzate e la prima cosa che fate è guardare fuori dalla finestra.

Se piove vi rode il culo, se c’è il sole sperate nel vento. Tutto, purché non vi pesi il programma della giornata: stare a casa.

Ma fra di voi ci sono gli audaci, quelli che fanno sport anche se gli hanno chiuso strade e parchi. Te li vedi tranquilli, corrono in mezzo a fantasmi con le mascherine e non sai più se definirli scemi o invidiarli per la loro totale, incontrovertibile voglia di stare in forma.

E poi leggete. Uh quanto leggete. Solo che leggete male. 

Si comincia coni l sito istituzionale. Qualche dichiarazione ufficiale, un bollettino, la teoria n.3792 sull’epidemia: dove è nata, come si trasmette, c’è uno studio che dice che…mentre il Dott. XXX manda a cagare la Prof.ssa YYY, e i cinesi arrivano a darci lezioni. Prima li odiavamo ora sembrano gli eroi buoni dei manga. Che poi quelli sono i giapponesi, ma che differenza fa? Razzistelli….



Oh a un certo punto vi stufate dell’ufficialità. La fake news la andate proprio a cercare come dei cacciatori, perché tutta questa strada già segnata vi sfianca. E allora eccovi cliccare su www.complottismiomioddio.com 

E li vi sbizzarrite. Per un attimo siete fuori dalla realtà. Sono stati gli americani, non c’è dubbio. E poi la cura già ce l’hanno ma mica lo dicono, ci fanno friggere in padella. Diciamoci la verità: tu hai mai sentito di un virus che da un pesce e attacca  tutto il mondo?

Oplà. Dieci minuti dopo essere entrati nel sito per farvi due risate siete diventati dei veri hacker. Adesso fate parte della stretta cerchia dei custodi della verità assoluta.

La TV è sempre accesa, come negli ospizi. Però vi parlano solo di una cosa. Indovinate? Giusto…

E allora basta. Si esce. Andare al supermercato e a buttare la mondezza è diventata una festa, o quasi.

In fila al market guardate tutti in cagnesco. “Usciremo come persone migliori da questa vicenda” dicono i soloni: sto cazzo. Ci odieremo come prima fatta salva una stretta cerchia di persone, ca va sans dire.




Pensavate di diventare ricchi stando a casa. Niente di più sbagliato: avete speso il vostro misero “millino” riempendo all’inverosimile la cucina.

Tornate a casa e cala la sera. Vi preparate a mangiare perché le 73939430 calorie già assunte non vi bastano più. E poi un sacco di roba rischia di andare a male: mica vorrete buttare via i soldi?

Prima di cena, però, c’è il momento dello sbrocco autorizzato: c’è il flashmob!

E cantate, vi sgolate. Se fino a due giorni fa vi nascondevate dal vicino, oggi lo fate entrare nel vostro coro di voci stonate e gli volete bene. Chissà se una volta tutto finito….vabbè.

Non sono cinico, capisco la necessità di non abbattersi. Evviva queste manifestazioni sociali. Evviva l’estroversa espressione social, la ricerca della battuta, il video divertente.

Però a me ha colpito solo un rastafariano, credo di Milano o giù di lì. Lo hanno immortalato mentre si affaccia dal balcone, suona un colpo di vuvuzelas e tira giù un bestemmione. Poi rientra. Mi è sembrata l’unica sincera manifestazione emotiva.

Vabbè, mi sono già stufato. Statevi buoni, restate a casa se potete. Presto finisce. Ora cerco la vuvuzela in cantina: “si fa per ridere….”





Foto https: https://unsplash.com/photos/qHK5JJrMGCM

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