Vince l’astensionismo




 

Alle soglie del voto è abitudine della stampa attirare l’attenzione del lettore con una previsione netta, qualcosa di inequivocabile e diretto.

Fra quanti auspicano lo smottamento dei residui della sinistra tradizionale o si augurano la vittoria del NO al referendum sul taglio dei parlamentari, la scommessa più sicura sembra essere quella relativa all’astensionismo.

E per una politica che si sveglia sempre tardi, l’allarme lanciato dal Viminale sulla mancanza di scrutatori e presidenti di seggio è allo stesso tempo sintomo e conferma dell’incapacità verticistica di comprendere il futuro e leggerne i più banali effetti, anche quando sono dovuti a cause arcinote.

 

I cittadini chiamati in una full immersion piena di scambi sociali e burocratici stanno rifiutando l’invito dello Stato a garantire la validità del nostro voto, ancora fortemente affezionato a carta, penna e scatolone, in aule ottocentesche dove solo per pietà l’effige di Garibaldi è stata affrancata dall’osservare a che punto siamo nel 2020: seggi di legno, registri kafkiani, lunghi e penosi viaggi delle schede elettorali per il prossimo catasto burocratico.

 



 

Sarebbe stato possibile pensare a una modalità di voto differente? Forse si, ma nel Paese in cui tardano ad arrivare mascherine e banchi con le rotelle, immaginare un voto tecnologicamente avanzato rischia di essere esercizio utopico buono per i romanzi di fantascienza.

E ancora una volta, non riuscendo a governare il futuro, si cede allo sgomento, ci si appella alla maledetta sfortuna che tutto giustifica: si scopre che il voto sarà contrassegnato dalle attese, dal rischio contagio, dalle lungaggini di sistema.

 

E per un popolo sempre più disamorato verso la politica, in cui l’astensionismo è cresciuto a doppia cifra negli ultimi decenni, tutte le amate proiezioni di una stampa trasformata nel megafono di un centro scommesse rischiano di essere ribaltate dal rigetto dell’elettorato, intimorito dai contagi e poco incline alle file ordinate, soprattutto quando non riguardano qualche riscossione.

 

Se la paura pandemica influenzerà il voto, è ancora più facile che ad avere la meglio saranno quelle realtà vicine al negazionismo. Allora dai seggi si spalancheranno le porte di una nuova, inevitabile crisi capace di travolgere il già fragile esecutivo occupato con il decisivo piano per i fondi della NextGenEU.

Almeno per quello cerchiamo di inviare un PDF: abbiate pietà.

 



Foto https://pixabay.com/it/illustrations/vote-ballot-box-mano-suit-3676577/

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